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Volete diventare imprenditrici? Studiate, sperimentate, cadete ma rialzatevi sempre

Volete diventare imprenditrici? Studiate, sperimentate, cadete ma rialzatevi sempre

I consigli


Durante il forum nazionale dell’imprenditoria femminile e giovanile, alle sei finaliste del Premio GammaDonna, un riconoscimento riservato all’imprenditrice che più si è distinta per capacità imprenditoriali, creatività e innovazione, è stato chiesto un consiglio per le aspiranti imprenditrici.

Chiara Burberi: cofounder di Redooc, una piattaforma didattica, che mixa carta e digitale, pensata per “riconciliare” i ragazzi con la matematica. Usa la tecnologia per parlare ai giovani, attraverso video, gamification, smartphone. È autrice del libro Le ragazze con il pallino per la matematica.
«Volete diventare imprenditrici? Seguite passione e istinto. E scegliete colleghe, socie e mentor donne! Competenze necessarie? Sono tre. Resilienza, resilienza, resilienza».

Francesca Fedeli: dopo che un ictus ha colpito il figlio, ha creato Fightthestroke.org. Ha trasformato un’esigenza personale in uno straordinario motore per trovare soluzioni innovative e aiutare altri giovani sopravvissuti all’ictus. Come? Attraverso nuove tecniche riabilitative basate sui neuroni specchio e sull’applicazione della tecnologia alla medicina.
«Per farcela? Studiare e poi studiare, sui libri, sui video, online, offline, guardando gli altri, in bottega, praticando, senza mai lasciarsi sfuggire opportunità inesplorate. Competenze necessarie? Curiosità per un apprendimento continuo».

Betta Maggio: ha creato U-Earth Biotechnologies che contrasta l’inquinamento con sistemi di purificazione dell’aria innovativi. Attraverso l’uso di batteri naturali, questi dispositivi catturano lo smog e liberano ossigeno. Come se fossero dei «concentrati di foresta».
«Mettetevi in gioco e trasformate la vostra passione in un’impresa. Le ore di lavoro, l’impegno, all’inizio poco profittevole, serviranno come percorso di crescita. Là fuori ci sono tutti gli strumenti che servono! Basta trovare gli ingredienti giusti per creare un piatto vincente. Studiate tantissimo, informatevi su nuove tecnologie, marketing, piattaforme open source, e su tutto ciò che riguarda il vostro business. Dovete puntare all’eccellenza. Il segreto è rivolgersi a una nicchia e diventare specialista in quel campo. Imparate dai vostri figli. Studiate, sperimentate, cadete ma rialzatevi sempre. Solo così si impara a camminare, e poi a correre».

Sibilla Ricciardi: porta innovazione in un settore tradizionale come quello dei servizi legali,  attraverso l’IT e la flessibilità. La tecnologia è utilizzata per accelerare la comunicazione e creare modelli di efficienza e collaborazione. I clienti attivano solo i servizi di cui hanno bisogno, per il tempo di cui ne hanno bisogno, e i collaboratori dello studio sono impiegati secondo le necessità personali.
«Tenete sempre a mente i vostri obiettivi. Non fatevi influenzare dai contesti, dai pregiudizi e dalle aspettative degli altri. Non perdete mai il sorriso e l’ottimismo, perché sono un motore importante per noi e per chi ci sta intorno. La competenza indispensabile? La “determinVisione” ossia la capacità di avere visione unita alla determinazione, per non arrendersi mai e continuare verso il proprio obiettivo».

Margherita Vizio: ex infermiera, oggi imprenditrice, ha sfruttato le sue competenze e ha progettato una linea di guaine monouso in campo ginecologico. Ha ottenuto il brevetto di utilità, promuovendo la sicurezza e il risparmio. Al via la commercializzazione sul mercato italiano.
«Fare impresa oggi significa avere coraggio e una grande dedizione. Bisogna essere consapevoli che ogni giorno c’è un problema da risolvere o un’opportunità da cogliere: bisogna avere occhi aperti sul mondo e orecchie sempre in ascolto. Significa anche essere competenti in diversi ambiti: quindi formazione, aggiornamento, capacità di creare un buon team. È necessario un mix di competenza, apertura al cambiamento, sensibilità, pazienza e concretezza. Imparate a gestire l’azienda come si gestirebbe una famiglia. In Emilia si dice essere una buona “razdora”».

Catriona Wallis: origini australiane, ha creato Colto per colmare una lacuna nel campo dei giochi per smartphone. Sviluppa app educative di qualità per bambini in età prescolare, stringendo accordi con importanti brand internazionali di intrattenimento per bambini.
«Ecco i passi da seguire per fare impresa: 1. Crea un business plan 2. Crea un MVP, prodotto minimo funzionante 3. Testalo su clienti reali 4. Analizza i risultati 5. Segui l’approccio lean startup (Eric Ries) 6. Candidati a un programma di accelerazione per startup. La qualità piu’ importante oggi è quella che gli inglesi definiscono ‘grit’, ovvero la combinazione di perseveranza e determinazione».

 

Tratto da www.millionaire.it